Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso il 1° ottobre la speranza che Aleksandar Vučić, capolista della lista Serbia Unita, diventi primo ministro della Serbia, affermando che Vučić dimostra di voler cooperare con la Russia.

“L’attuale leadership della Serbia e, fino a poco tempo fa, il presidente, e in futuro, spero, anche il primo ministro Aleksandar Vučić, sta perseguendo una politica prudente, dimostra di voler cooperare con la Russia e noi, naturalmente, accogliamo positivamente questo atteggiamento e risponderemo nella stessa maniera”, ha dichiarato Putin durante la sessione plenaria del Valdai International Discussion Club.

Il presidente russo ha affermato che Mosca attribuisce grande importanza alla posizione di Belgrado, che ha scelto di non imporre sanzioni alla Russia. Parlando delle relazioni tra Serbia e Russia, Putin ha affermato che i serbi sono stati divisi a causa delle “intrighe occidentali”, definendo questa situazione ingiusta.

Alla domanda se fosse preoccupato per l’arrivo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Belgrado, Putin ha risposto: “Questo può confondere le ragazze, mentre noi ci occupiamo di politica”. La battuta sulle “ragazze” sembra voler suggerire che la presenza di Zelensky a Belgrado sia soprattutto teatrale o simbolica e non modifichi la sostanza delle relazioni russo-serbe, che Putin aveva appena descritto come caratterizzate da una cooperazione prudente e dal rifiuto della Serbia di aderire alle sanzioni contro Mosca.

Nel corso del suo intervento, Putin ha parlato anche delle relazioni della Serbia con altri Paesi e della posizione internazionale di Belgrado, affermando che Mosca apprezza la disponibilità della Serbia a perseguire una politica indipendente e a mantenere la propria posizione sulle sanzioni contro la Russia.

Putin ha sostenuto che le tensioni globali diminuiranno “con l’indebolimento dell’egemonia occidentale” e ha detto al pubblico che la Russia deve evitare “scenari catastrofici”.

“Non appena l’URSS è crollata, alcuni ambienti all’interno della NATO hanno interpretato la situazione come un segnale per sfruttarla e continuare a smantellare il Paese. Questo è avvenuto, tra le altre cose, in diverse occasioni, nonostante la promessa che l’Alleanza non si sarebbe espansa”, ha affermato.

Secondo Putin, in Occidente hanno prevalso le forze orientate al confronto con la Russia. “Tutto è iniziato con i bombardamenti della Jugoslavia”, ha avvertito Putin.

I bombardamenti della Jugoslavia da parte della NATO nel 1999, nell’ambito dell’Operazione Allied Force, si svolsero dal 24 marzo al 10 giugno e consistettero in una campagna aerea di 78 giorni contro la Repubblica Federale di Jugoslavia durante la guerra del Kosovo. L’intervento seguì il fallimento dei negoziati di Rambouillet e le notizie di espulsioni e uccisioni su larga scala di kosovari albanesi da parte delle forze jugoslave e serbe sotto il governo di Slobodan Milošević.

La NATO intervenne senza un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove Russia e Cina si erano opposte all’operazione, colpendo obiettivi militari ma anche ponti, centrali elettriche, fabbriche e la televisione di Stato a Belgrado. Le stime delle vittime civili variano da diverse centinaia fino a circa un migliaio.

Successivamente le forze jugoslave si ritirarono e il Kosovo passò sotto l’amministrazione delle Nazioni Unite e sotto la protezione di una forza di peacekeeping guidata dalla NATO, la KFOR. Il Kosovo ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza nel 2008, che Serbia e Russia continuano a non riconoscere.

Per la Serbia, la campagna rimane un trauma profondamente radicato: un attacco contro uno Stato sovrano che provocò duraturi danni civili ed economici e che viene ampiamente ricordato come un atto di aggressione illegale.

Per la Russia, è diventata uno degli esempi centrali del presunto unilateralismo occidentale nel periodo successivo alla Guerra fredda: il momento in cui, secondo la ricostruzione ripetutamente proposta da Putin, la NATO avrebbe iniziato a considerare il crollo dell’URSS come un’autorizzazione a espandersi e a ricorrere alla forza al di fuori del quadro delle Nazioni Unite. Putin ha collegato esplicitamente questa posizione alle successive tensioni internazionali durante il suo intervento al Valdai.

Alcuni analisti occidentali, tra cui Ivana Stradner, hanno interpretato l’esplicito sostegno di Putin come un appoggio politico a Vučić in vista del voto e hanno espresso preoccupazione per possibili operazioni di influenza russe.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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